Assetto proprietario

Terna S.p.A. è quotata alla Borsa Italiana dal giugno 2004. Il Capitale Sociale, a marzo 2010, ammonta a 440.199.936 euro ed è rappresentato da 2.000.908.800 azioni ordinarie del valore nominale di 0,22 euro.

L’azionariato di Terna, alla stessa data, vede come azionista di maggioranza relativa Cassa Depositi e Prestiti (società per azioni partecipata al 70% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze), che detiene il 29,99% del pacchetto azionario.
Il 64% del capitale sociale è in mani italiane mentre il 36% è detenuto da fondi esteri.

Dopo Cassa Depositi e Prestiti, i maggiori azionisti sono:

  • Enel S.p.A., che detiene il 5,1% del capitale sociale;
  • Pictet Funds Europe S.A., in possesso del 4,9% del capitale sociale;
  • Blackrock Inc., con una quota del 2,0% del capitale sociale, in seguito all'incorporazione di Barclays Global Investors avvenuta a fine 2009;
  • Assicurazioni Generali, in possesso del 2,0% del capitale sociale;
  • Romano Minozzi, in possesso del 2,0% del capitale sociale

AZIONARIATO DI TERNA

 

        

 Azionariato di Terna
 

(1) In data 24/03/2010, il Sig. Romano Minozzi, in qualità di persona fisica, ha dichiarato una partecipazione rilevante nel capitale di Terna S.p.A. del 2,0%.

Nessun altro soggetto risulta partecipare al capitale sociale di Terna in misura superiore al 2%, né si ha conoscenza dell’esistenza di patti parasociali aventi come oggetto le sue azioni. Il 19 aprile 2007 Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. ha accertato l’esistenza di una situazione di controllo di fatto nei confronti di Terna S.p.A.

Circa il 15% del capitale sociale è detenuto da investitori attenti a tematiche etiche (Socially Responsible Investors – SRI), quota in crescita rispetto al 10% di dicembre 2008 e al 13% di luglio 2009.

Lo Statuto di Terna, riprendendo specifiche norme relative alla partecipazione dello Stato in imprese interessate da processi di liberalizzazione, stabilisce alcuni limiti ai diritti di partecipazione azionaria e di voto. Come nel caso di altre società interessate dal processo di liberalizzazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha il diritto di opporsi all’acquisizione - da parte di soggetti che non siano sotto il controllo pubblico - di quote azionarie che eccedano il 5%. Inoltre, al fine di salvaguardare l’indipendenza e l’imparzialità di Terna, nessun operatore del settore elettrico può esercitare diritti di voto nella nomina del Consiglio di amministrazione per una quota superiore al 5% del capitale azionario.