Le razionalizzazioni sono interventi complessi che coinvolgono contemporaneamente più elementi di rete, spesso prevedendo la dismissione di alcune porzioni di rete a fronte della realizzazione di nuove linee.
Gli interventi di razionalizzazione sono realizzati principalmente:

  • sostituendo alcuni impianti con altri di caratteristiche superiori, come per esempio l’introduzione di nuovi collegamenti a 380 kVi in sostituzione di un numero maggiore di linee a tensione inferiore;
  • eliminando parti di rete che risultano avere un’utilità nulla o trascurabile a seguito di nuove realizzazioni che hanno comportato un rafforzamento della rete;
  • evitando il potenziamento d’impianti, per lo più elettrodotti, giunti alla saturazione, mediante l’inserimento di nuovi elementi di rete, come per esempio stazioni.

Soprattutto in prossimità delle città, gli interventi di razionalizzazione consentono di dare soluzione a criticità legate alla presenza di infrastrutture elettriche in aree di progressiva urbanizzazione. Nel complesso delle razionalizzazioni previste dal Piano di Sviluppo, le demolizioni superano di molto le nuove costruzioni, con un effetto netto positivo in termini di liberazione del territorio dalla presenza di linee elettriche. Lo smantellamento di tratti di linea reso possibile dalla costruzione di nuovi elettrodotti rappresenta il più significativo contributo a beneficio dell’ambiente derivante dall’attività di sviluppo della rete.

L’interramento dei cavi elimina o riduce l’impatto negativo sul paesaggio tipico dei tratti aerei delle linee. Per questo motivo gli interramenti sono spesso richiesti da parte delle istituzioni locali come prima opzione per la realizzazione di nuove linee. In realtà l’interramento implica diverse problematiche tecniche ed economiche: le linee interrate sono meno affidabili nel tempo rispetto agli elettrodotti aerei, implicano tempi molto più lunghi per la riparazione in caso di guasto, necessitano di un’adeguata viabilità in fase di cantiere e comportano costi di realizzazione notevolmente più elevati (da cinque a dieci volte il costo di una linea aerea).

Il riclassamento prevede la conversione di elettrodotti esistenti a una tensione superiore, attraverso la costruzione di nuovi conduttori e sostegni. Questo intervento può comportare la sostituzione del vecchio sostegno con uno di maggiori dimensioni e quindi di maggiore ingombro, come accade, per esempio, nel caso in cui una linea a 130 kV venga riclassata a 220 kV. Il riclassamento, però presenta il vantaggio, rispetto alla realizzazione di una nuova linea, di utilizzare in genere corridoi infrastrutturali già esistenti,  evitando di ingombrare nuove porzioni di territorio.

Gli interventi di riqualificazione sono tesi a diminuire l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, ad esempio prevedendo l’innalzamento dei sostegni. La riqualificazione può anche prevedere lo spostamento del tracciato e il contestuale smantellamento di tratti prossimi ai centri abitati oppure la ricostruzione in cavo, così comportando in questo caso anche un effetto positivo sul paesaggio.