Cambiamento climatico: rischi e opportunità

TraliccioTerna è un’utility la cui attività è la trasmissione dell’energia elettrica, ovvero il servizio di trasporto dell’energia elettrica dai produttori ai distributori, alle cui reti sono connessi gli utenti finali. Ad esclusione del recente progetto fotovoltaico affidato a SunTergrid, Terna non è implicata in alcun modo nella generazione di energia elettrica; per questo motivo, la Società non è soggetta ad alcun obbligo di riduzione delle emissioni o a schemi di emission trading.

Non sono dunque ipotizzabili interventi di natura fiscale (per es., carbon tax) o regolatoria (target di riduzione delle emissioni, inclusione in schemi di emission trading) con conseguenze dirette sul business e sulla performance finanziaria di Terna. Il cambiamento climatico non costituisce per Terna una minaccia quanto a prospettive di business prevedibili. Al contrario, il citato sviluppo del progetto fotovoltaico rappresenta una concreta opportunità di business che trae origine, oltre che dalla disponibilità di asset da valorizzare, anche dall’attenzione alle fonti rinnovabili che il cambiamento climatico ha stimolato.

Nondimeno, il management di Terna riconosce la crescente rilevanza del cambiamento climatico e ha individuato potenziali, anche se remoti, rischi e opportunità collegati al riscaldamento della terra e alle reazioni che questo potrà indurre nei Governi e nelle attitudini dei consumatori. Le potenziali ripercussioni sulle attività di Terna riguardano i seguenti aspetti:

  • il compito di mantenere in equilibrio immissioni e prelievi di energia elettrica sulla rete di trasmissione, diviene più difficile quando le condizioni climatiche sono estreme. Aumenta la probabilità di situazioni critiche, che possono comportare il distacco temporaneo di utenti e che di conseguenza implicano per Terna una pressante attenzione delle Autorità pubbliche e dei mass-media. La criticità non minaccia i conti aziendali ma la reputazione di Terna;
  • il generale favore per lo sviluppo delle fonti rinnovabili genera rischi e opportunità per l’immagine di Terna, dalla quale l’opinione pubblica si attende una condotta di business attenta alle ripercussioni sull’ambiente. Le nuove centrali di produzione da fonti rinnovabili con potenza superiore ai 10 MW devono richiedere a Terna la connessione alla rete di trasmissione. L’iter autorizzativo può essere anche in questi casi molto lungo: Terna può trovarsi in difficoltà a connettere i nuovi impianti nei tempi richiesti dai produttori. D’altra parte gli investimenti di sviluppo della rete elettrica comportano anche significative conseguenze in termini di riduzione delle emissioni nell’intero sistema elettrico (riduzione delle perdite), (miglioramento del mix produttivo), (connessione di nuovi impianti da fonti rinnovabili). L’immagine di Terna si può giovare di questo ruolo positivo;
  • l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili,richiede a Terna di predisporre strumenti tecnici adeguati al nuovo scenario. La produzione eolica, in particolare, pone problemi di regolazione del sistema data la sua variabilità, anche repentina, dovuta al mutare delle condizioni atmosferiche. Dal 2008 è attivo, per il periodo 2008-2011, uno schema di incentivazione che attribuisce a Terna premi o penalità in base alla capacità di prevedere correttamente la produzione di fonte eolica. Nel 2008 e nel 2009 lo schema ha generato per Terna 3 milioni di euro di premio (premio massimo ottenibile) grazie al miglioramento delle previsioni;
  • la preoccupazione per il cambiamento climatico, o l’incremento dei prezzi delle materie prime energetiche, potrebbero indurre una riduzione dell’elasticità della domanda di energia alla crescita del PIL. La tendenza al risparmio energetico e la ricerca di una maggiore efficienza energetica potrebbe ripercuotersi in una crescita della domanda di energia elettrica – quindi del servizio di trasmissione – inferiore a quella attuale, a parità di altre condizioni. Le regole adottate fino ad oggi dall’Autorità di settore portano però ad escludere che la riduzione dei volumi possa tradursi in una significativa riduzione di ricavi per Terna, anche se il meccanismo tariffario produce tali ricavi come prodotto di tariffe unitarie per volumi di energia elettrica trasportata. Con recenti decisioni, infatti, l’AEEG ha introdotto un meccanismo di parziale sterilizzazione dell’effetto volume per la parte restante del periodo regolatorio (2009-2011).