Nuove regole per i servizi di dispacciamento

La crisi economica che ha preso avvio nel 2008 ha riproposto il problema dell’elevato costo dell’energia elettrica in Italia e dei suoi effetti di limitazione della competitività del sistema produttivo italiano. Ne è derivata una revisione delle regole di funzionamento del mercato elettrico, con l’obiettivo di adottare nuovi meccanismi di maggiore efficienza.

In accordo con le direttive impartite dal Governo e dall’Autorità di settore, Terna ha contribuito, con il coinvolgimento degli stakeholder interessati, alla definizione del nuovo Mercato dei Servizi di Dispacciamentoi (MSD); inoltre, ha intrapreso azioni volte alla riduzione dei volumi (quindi dei costi di approvvigionamento) delle risorse per il dispacciamento dell’energia elettrica già nel corso del 2009.

Su quest’ultimo punto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha introdotto un meccanismo per incentivare Terna a ridurre i volumi, e quindi gli oneri per il sistema, approvvigionati sul MSD rispetto a quanto effettuato nell’anno precedente. Terna ha messo a punto un programma di azioni finalizzate alla riduzione e all’ottimizzazione dei volumi di risorse approvvigionate per i servizi di dispacciamento, in particolare ha

  • ridotto l’effetto delle congestioni grazie alla predisposizione di sistemi di difesa;
  • ottimizzato l’approvvigionamento della riserva secondaria e introdotto metodi e strumenti a supporto per il suo utilizzo in Tempo Reale;
  • approviggionato  la riserva terziaria su base oraria;
  • gestito ottimizzando i vincoli di energia sulle unità di produzione e pompaggio strategiche;
  • ottimizzato le modalità di attuazione delle indisponibilità e della risoluzione di vincoli, anche con interventi sulla rete;
  • utilizzato l’Optimal Power Flow in Tempo Reale

L’efficacia di queste azioni ha permesso una riduzione dei volumi approvvigionati per servizi sul MSD di circa 10 TWh rispetto all’anno precedente. A fronte della riduzione dei volumi, si è registrato un risparmio per il sistema di circa 800 milioni di euro, mentre Terna ha ottenuto l’importo massimo previsto dallo schema di incentivazione, pari a 40 milioni di euro.