Controversie e contenzioso

Opposizione alla realizzazione di nuove lineeCasellina
I progetti di realizzazione di nuove infrastrutture comportano spesso reazioni avverse riconducibili alla sindrome Nimby (Not in my backyard). In questi casi l’attitudine di Terna è quella della disponibilità a studiare e trovare soluzioni alternative, anche tecnicamente più complesse di quelle originariamente definite, purché compatibili con le esigenze di sicurezza, efficienza ed economicità del servizio elettrico.

La ricerca di soluzioni condivise implica difficili mediazioni e tempi lunghi. Gli esiti sono normalmente positivi, ma durante il percorso possono persistere opposizioni locali che ricevono l’attenzione dei media. Tra queste, nel corso del 2009 e dei primi mesi del 2010 si segnalano:

  • Caso “S. Barbara-Casellina”. Polemiche da parte di alcuni proprietari le cui abitazioni si trovano in prossimità del tracciato della linea, in costruzione dal 2008. Chiesta variante al percorso.
  • Caso “Dolo-Camin”. E’ in corso la procedura di autorizzazione da parte del Ministero Sviluppo Economico (MiSE) di concerto con il Ministero dell’Ambiente (MATT). Di recente è stato emesso dal MATT il decreto di compatibilità ambientale. Due comuni in provincia di Padova più altri comuni della Riviera si oppongono al progetto dell’opera chiedendo l’interramento del tratto di linea che interessa i rispettivi territori.
  • Caso “Trasversale Veneto”: è stato avviato l’iter autorizzativo. L’avvio ha determinato il riaccendersi di criticità con le comunità locali, in particolare con un’associazione ambientalista del comune di Paese. Gli enti locali coinvolti (Province di Treviso e di Venezia) sono favorevoli all’opera. I comitati chiedono l’interramento totale di tutto l’elettrodotto (circa 33 km a 380 kVi).
  • Caso “Redipuglia-Udine Ovest”: è stato avviato l’iter autorizzativo a dicembre 2008. Nel corso del 2009 è divampata la polemica – con capofila il Comitato per la difesa del Friuli rurale – contro il progetto che prevede la realizzazione dell’opera in linea aerea. I comuni interessati – che nel 2008 firmarono (tranne 4) l’accordo sulle fasce di fattibilità – ora chiedono anch’essi il totale interramento dell’elettrodotto.
  • Caso “S. Giuseppe-Portoferraio” (Elba): l’intervento di potenziamento della linea già esistente è stato autorizzato dal MiSE il 2 dicembre 2008 dopo che i 3 comuni interessati, la Provincia di Livorno e l’Ente Parco avevano firmato il protocollo d’intesa con Terna. I lavori sono partiti a settembre 2009. Fin da maggio 2009 si è costituito un comitato che sta alimentando una forte polemica contro la realizzazione della parte aerea del tracciato, chiedendone  il totale interramento.

Disservizi
Disservizio zona di Napoli. Il 22 luglio 2009 la zona di Napoli, incluso il centro della città, è stata interessata per alcune ore da una disalimentazione causata dal danneggiamento di un cavo interrato, dovuto a lavori di costruzione effettuati da terzi, non per conto di Terna. I disagi che ne sono derivati, anche per via del caldo, sono stati riferiti  dalla stampa che ha anche rilevato il pronto ripristino del servizio a opera della Società.

Variante A14

Istruttorie dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas
Si segnalano due istruttorie con potenziale interessamento di Terna.

Disservizi in Sicilia del giugno 2007
Il 26 giugno 2007 Terna ha attivato in Sicilia misure anti-black-out per evitare la perdita di controllo del sistema e scongiurare situazioni più critiche i distributori di energia elettrica hanno così attuato distacchi programmati a rotazione sull’utenza diffusa. La misura si è resa necessaria a causa di una serie di fattori concomitanti: consumi molto elevati, incendi diffusi che hanno comportato il fuori servizio di alcune linee per consentire le operazioni di spegnimento, guasti e avarie. Si sono verificate proteste da parte di cittadini e imprese che hanno denunciato danni all’attività aziendale per l’interruzione di energia elettrica.

L’AEEG, con la delibera n. 155/2007, ha avviato un’istruttoria conoscitiva sui disservizi verificatisi in Sicilia nei giorni 25 e 26 giugno 2007.

Indagine conoscitiva sull’energia non attribuita
Con la delibera VIS 171/09, l’AEEG ha avviato istruttorie formali nei confronti di Terna e di alcune società di distribuzione di energia elettrica per accertare la violazione delle disposizioni dell’Autorità in materia di erogazione dei servizi di trasmissione, dispacciamento e misura dell'energia elettrica ed irrogare le relative sanzioni amministrative pecuniarie.

Tale provvedimento è stato preceduto dalla delibera VIS 168/09, con la quale l’Autorità ha chiuso l’istruttoria conoscitiva, avviata nel 2007, in merito alle anomalie riscontrate nella determinazione delle partite di energia elettrica prelevata dalla RTN e non correttamente attribuita agli utenti del dispacciamento. I risultati dell’istruttoria sono riportati in un’apposita relazione conclusiva, allegata alla delibera VIS 168/09, nella quale vengono, in definitiva, delineate le responsabilità di Terna e delle imprese distributrici. Per quanto riguarda la condotta di Terna, la principale censura riguarda la mancanza di efficienza e diligenza nello svolgimento di alcune attività dei servizi di trasmissione e dispacciamento di cui è responsabile.

Contenzioso in materia ambientale
Il contenzioso in materia ambientale è relativo all’installazione e all’esercizio di impianti elettrici, e in particolare agli effetti dei campi elettrici e magnetici. La Capogruppo e la controllata Telat sono infatti convenute in diversi giudizi, civili e amministrativi, nei quali vengono richiesti lo spostamento o la modifica delle modalità di esercizio di linee elettriche sulla base della presunta dannosità delle stesse, anche se installate nel pieno rispetto della normativa vigente in materia. Soltanto in un numero molto limitato di casi sono state avanzate richieste di risarcimento dei danni alla salute per effetto dei campi elettromagnetici.

Sotto il profilo delle decisioni intervenute in materia, si evidenzia che solo in sporadici casi sono state emanate pronunce sfavorevoli alla Società, peraltro impugnate, i cui relativi giudizi sono allo stato ancora pendenti ed eventuali esiti negativi sono ritenuti non probabili.

Contenzioso relativo alle attività affidate in concessione
La Capogruppo, quale concessionario delle attività di trasmissione e dispacciamento dal 1° novembre 2005, è convenuta in alcuni giudizi a carattere per lo più impugnatorio di provvedimenti dell’AEEG e/o del MAP e/o della stessa Terna e relativi a tali attività. Solo nei casi in cui i ricorrenti lamentano, oltre che vizi dei provvedimenti impugnati, anche la presunta violazione da parte di Terna delle regole dettate dalle predette autorità, la Società si è costituita in giudizio. Nell’ambito di tale contenzioso, ancorché alcuni giudizi si siano conclusi in primo e/o in secondo grado con l’annullamento delle delibere dell’AEEG, si possono ritenere come non probabili eventuali esiti negativi per la Società stessa, trattandosi per la stessa di partite passanti, come peraltro si ricava dalle informazioni fornite dai legali esterni che assistono la Società nel giudizio.

Altri contenziosi
Sono pendenti inoltre alcune vertenze in materia urbanistica e ambientale, connesse con la costruzione e l’esercizio di alcune linee di trasmissione, il cui esito sfavorevole potrebbe generare effetti, peraltro a oggi non prevedibili e quindi non compresi in sede di determinazione del “Fondo contenzioso e rischi diversi”. Per un numero limitato di giudizi non si possono a oggi escludere in via assoluta esiti sfavorevoli le cui conseguenze potrebbero consistere, oltre che nell’eventuale risarcimento dei danni, nel sostenimento, tra l’altro, di oneri connessi alle modifiche delle linee e alla temporanea indisponibilità delle linee stesse. In ogni caso, l’eventuale esito sfavorevole non comprometterebbe l’esercizio delle linee. L’esame dei sopraccitati contenziosi, tenuto anche conto delle indicazioni dei legali esterni, fa ritenere come remoti eventuali esiti negativi.

Sanzioni
Nel periodo 2007-2009:

  • non vi sono state condanne penali passate in giudicato o patteggiamenti per infortuni causati a terzi da asset  di Terna. Ciò vale anche per la controllata Terna Participaçoes limitatamente al periodo in cui Terna ha esercitato il controllo;
  • non si sono conclusi procedimenti legali in materia di corruzione, concorrenza sleale, antitrust e pratiche monopolistiche. Non si sono registrate – sempre in tema di corruzione, concorrenza sleale, antitrust e pratiche monopolistiche - sanzioni amministrative o giudiziarie passate in giudicato, pecuniarie o non pecuniarie, per non conformità a leggi o regolamenti, anche in campo ambientale, che abbiano imposto a Terna un obbligo di “fare/non fare” (es. inibizioni) o condannato penalmente i suoi dipendenti. Ciò vale anche per la controllata Terna Participaçoes limitatamente al periodo in cui Terna ha esercitato il controllo. Al 31/12/2009 non si registra contenzioso pendente in tema di corruzione, concorrenza sleale, antitrust e pratiche monopolistiche.

Nel 2007 Terna si è avvalsa della facoltà del versamento della sanzione in misura ridotta – pari a 55.645,00 euro – facendo così chiudere il procedimento dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, relativo al back out del 2003, finalizzato a erogare eventuali sanzioni. Nel 2008 e 2009 non si sono registrate sanzioni riguardanti la fornitura del servizio.