Piano di Sviluppo e Valutazione Ambientale Strategica

L’Unione Europea, emanando la Direttiva 42/2001/CE, ha predisposto l’applicazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ai piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente. La direttiva è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 152/2006 (Codice Ambiente), è entrata in vigore il 31 luglio 2007 e ha subíto poi significative modifiche con il D.Lgs. 4/2008. Per il Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale (PdS), la VAS è svolta a livello statale. L’autorità competente è il Ministero dell’Ambiente, che per le attività istruttorie si avvale della Commissione Tecnica – sezione VAS – e che esprime il parere motivato di concerto con il Ministero dei Beni Culturali.

Il procedimento di VAS del PdS è strutturato in sei fasi:

  1. Fase preliminare (Scoping);
  2. Redazione e presentazione del Rapporto Ambientale (RA) e della Sintesi non Tecnica;
  3. Consultazione;
  4. Valutazione;
  5. Decisione;
  6. Monitoraggio.

La preparazione del Rapporto Ambientale spetta a Terna: esso costituisce parte integrante del PdS e ne accompagna l’intero processo di elaborazione e approvazione.

Nel Rapporto devono essere individuati, descritti e valutati gli impatti significativi che l’attuazione del PdS potrebbe avere sull’ambiente e sul patrimonio culturale, nonché le ragionevoli alternative che possono adottarsi in considerazione degli obiettivi e dell’ambito territoriale del PdS.

Il Rapporto Ambientale, la Sintesi non Tecnica e la proposta di PdS vengono presentati al Ministero dell’Ambiente, alle Regioni e alle Province il cui territorio è interessato dal Piano. Dopo la presentazione si apre la fase di consultazione che dura sessanta giorni: chiunque può prendere visione della proposta di PdS e del Rapporto Ambientale e presentare le proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi. Il Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, svolge le attività tecnico istruttorie,acquisisce e valuta tutta la documentazione presentata, nonché le osservazioni, obiezioni e suggerimenti pervenuti, ed entro novanta giorni, di concerto con il Ministero dei Beni Culturali, esprime il proprio parere.

Sulla base di tale parere il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, modifica, se necessario, il PdS e provvede alla sua approvazione allegando una dichiarazione che illustri in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel PdS e come si è tenuto conto degli esiti delle consultazioni nonché le ragioni per le quali è stato scelto il PdS adottato, tra le alternative possibili che erano state individuate.

La fase di monitoraggio assicura il controllo degli impatti significativi sull’ambiente derivanti dall'attuazione del PdS e la verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati, così da individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e adottare le opportune misure correttive.

A dicembre 2009 il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato il PdS 2009-2018. L’approvazione è stata resa pubblica dallo stesso Ministero a gennaio 2010, con un comunicato sulla Gazzetta Ufficiale (n. 15 del 20 gennaio 2010).