Un patto per l’ambiente

A luglio 2009 è stata siglata un’alleanza strategica per contribuire a far raggiungere al nostro Paese gli obiettivi di riduzione delle emissioni, risparmio energetico e aumento della produzione da fonti rinnovabili, concordati in sede europea e internazionale. Il patto è stato sottoscritto con 11 grandi imprese italiane, che possono svolgere un ruolo concreto per contrastare i cambiamenti climatici, dal sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e da Enel, Eni, Edison, società Autostrade, Edipower, Enac, Finbieticola, Ferrovie dello Stato, Italcementi, Sorgenia e Terna.

Terna è tra le aziende che hanno già pronti progetti significativi e immediati, come le 6 opere infrastrutturali strategiche, per le quali ha presentato richiesta di autorizzazione, per un investimento complessivo di 1.6 miliardi di euro pronti ad essere utilizzati. Si tratta di 6 grandi elettrodotti: collegamento fra Sicilia e Calabria (tratti aerei - elettrodotto a 380 kVi Sorgente (ME) – Rizziconi (RC)), collegamento Lodi – Pavia (Elettrodotto a 380 kV Chignolo Po (PV) – Maleo (LO)), collegamento fra Padova e Venezia (Elettrodotto a 380 kV Camin (PD) – Dolo (VE) – Fusina (VE)), collegamento fra Puglia e Campania (Elettrodotto a 380 kV Foggia-Benevento), collegamento fra le Province di Udine e Gorizia (Elettrodotto a 380 kV Udine Ovest-Redipuglia (GO)), collegamento fra Piemonte e Lombardia (Elettrodotto a 380 kV Trino (VC) – Lacchiarella (MI)). Opere che interessano il nord come il sud Italia, che potrebbero essere cantierate in pochi mesi con il via delle autorizzazioni necessarie e che contribuirebbero a ridurre di 1 milione di tonnellate di CO2 all’anno, per effetto di un risparmio energetico di circa 440 milioni di kWhi annui grazie a minori perdite di rete. Come effetto parallelo, anche quello di aumentare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie al decongestionamento delle dorsali interessate dall’insediamento di impianti eolici. 

Il Ministero dell’Ambiente monitorerà l’avanzamento delle 6 opere, una volta che saranno autorizzate, pubblicando gli aggiornamenti sul proprio sito, sostenendo anche i progetti di Terna che concorreranno nei bandi europei per la ricerca e l’innovazione in campo ambientale.
I benefici ambientali non si esauriscono con i 6 progetti. Grazie alla strategia di sviluppo di Terna, che permette di razionalizzare la rete elettrica quando vengono realizzate nuove infrastrutture più moderne ed efficienti, l’impatto territoriale complessivo degli elettrodotti diminuirà. Verranno, infatti, smantellati 800 km di linee e interrati 230 km, a fronte della realizzazione di 500 km di nuove linee aree. Nelle aree protette le linee elettriche diminuiranno di 60 km (180 km dismessi contro 120 km realizzati). Tutto questo libererà oltre 500 ettari di terreno, pari alla Riserva Naturale dell'Abetone in Toscana.
Con questo accordo, inoltre, l’ambiente diventa un propulsore di crescita economica. Gli investimenti nella rete, infatti, non solo produrranno i benefici menzionati, ma contribuiranno a contrastare la crisi economica in atto, dando lavoro alle molte imprese ed eccellenze italiane che contribuiscono a realizzare progetti ad alto contenuto tecnologico.