Il SAPEI

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Il cavo SA.PE.I

Il cavo sottomarino SAPEI (Sardegna- Penisola Italiana), una delle opere strategiche più importanti programmate da Terna per il potenziamento del sistema elettrico nazionale,è stata realizzata secondo criteri di sostenibilità.
A ottobre 2006 ebbero inizio le indagini geofisiche e geotecniche sul fondale marino e, dopo 5.000 elaborati di progetto indirizzati da 70 prescrizioni tecniche e ambientali,nel corso del 2008 fu posato il primo dei due cavi sottomarini,per una lunghezza di 435 km di cui 420 di cavo marino. Il cavo SAPEI 1 è entrato in esercizio a fine 2009, il secondo cavo sarà pronto tra un anno,a fine 2010.
La sostenibilità ambientale di SAPEI comincia in sede di identificazione del tracciato sottomarino: fatti salvi i punti di approdo dei cavi,si è cercato infatti di evitare le rotte delle attività marittime per minimizzare il rischio di danneggiamenti fortuiti ai cavi e si è voluto monitorare le aree marine sensibili, in particolare il “Santuario dei Cetacei” e le praterie di Posidonia oceanica,un habitat prioritario del piano infralitorale del Mediterraneo,e di Cymodocea nodosa, presente nei pressi del sito di approdo continentale di Nettuno (RM).
Per ridurre al minimo indispensabile i possibili impatti sulle praterie di Posidonia, in queste zone il cavo è stato adagiato sul fondale senza scavare all’interno del substrato ed è stato fissato al suolo con particolari tipi di ancoraggio, simili a staffe, posizionati da sommozzatori specializzati. La scelta di ricorrere a questi dispositivi – ne sono stati utilizzati in totale 621 – evita che movimenti oscillatori del cavo possano creare aperture nella prateria favorendone l’erosione.
Terna ha mantenuto un atteggiamento di grande rispetto per l’ambiente anche per il tratto terrestre di SAPEI che nel Lazio attraversa,nei pressi di Nettuno, l’area di Torre Astura dove in località Foglino,pur avendo l’autorizzazione per il taglio per 53 alberi, ne ha eliminati solo 3.

Il cavo SA.PE.I all'approdo di Latina